La funzione del Responsabile della Protezione dei Dati (DPO) è oggi fondamentale per gli Enti Locali, chiamati a gestire dati, piattaforme e procedure in un contesto normativo sempre più esigente. Non solo per assicurare la conformità al GDPR, ma anche per garantire un presidio stabile e competente, capace di prevenire criticità prima che si trasformino in contenziosi o sanzioni.
L’attualità lo conferma. Con il provvedimento n. 628/2025, il Garante privacy ha sanzionato un Comune che aveva utilizzato immagini di telecamere installate per finalità di sicurezza urbana per contestare un illecito disciplinare e licenziare una dipendente. L’Autorità ha ribadito che strumenti legittimi per una finalità non possono essere riutilizzati per controllare l’attività lavorativa in assenza delle garanzie previste dall’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori.
In questo scenario, designare ASMEL come DPO rappresenta un supporto operativo a 360° per costruire una governance privacy solida e verificabile: dalla corretta gestione della documentazione e delle informative, alle valutazioni di impatto, fino all’impostazione dei trattamenti che coinvolgono il personale, dove il confine tra esigenze organizzative e tutela dei diritti è particolarmente delicato.
La nomina di ASMEL solleva gli uffici da oneri e rischi di sanzioni. Il servizio accompagna gli enti nell’organizzazione dei processi e mette a disposizione competenze specialistiche e multidisciplinari, evitando il ricorso a singoli provider con focus limitato (solo legale o solo informatico) e prevenendo, al contempo, possibili conflitti di interesse che possono emergere con un DPO interno.

